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ACCIAIO

ACCIAIO diretto da Stefano MORDINI

con Michele RIONDINO (Alessio), Vittoria PUCCINI (Elena), Matilde GIANNINI (Anna), Anna BELLEZZA (Francesca), Francesco TURBANTI (Mattia), Luca GUASTINI (Cristiano), Monica BRACHINI (Sandra) e Massimo POPOLIZIO (Arturo)

Soggetto e sceneggiatura – Giulia CALENDA, Stefano MORDINI
Collaborazione alla sceneggiatura
Silvia AVALLONE
Fotografia – Marco ONORATO
Montaggio – Jacopo QUADRI, Marco SPOLETINI a.m.c.
Scenografia – Luciano RICCERI
Costumi – Ursula PATZAK
Produttore esecutivo – Patrizia MASSA

Una produzione PALOMAR con RAI CINEMA
prodotto da Carlo DEGLI ESPOSTI
in associazione con BNL – Gruppo BNP PARIBAS
con il contributo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Direzione Generale Cinema
realizzato con la partecipazione della REGIONE TOSCANA
vendite internazionali FILMS DISTRIBUTION
distribuzione italiana BOLERO FILM

Tratto dal romanzo Acciaio di Silvia AVALLONE pubblicato da RIZZOLI


USCITA: 15 novembre 2012

Di qua l’acciaieria che lavora a ciclo continuo, ventiquattro ore al giorno e non si ferma mai. Di là, l’isola d’Elba, un paradiso sognato e irraggiungibile di famiglie felici. In mezzo, in riva alla loro spiaggia segreta, né di qua né di là, Anna e Francesca, piccole ma già grandi, che vivono la loro ultima estate di innocenza prima del liceo. Ma essere belle e crescere in una periferia operaia è difficile e l’unico modo per farcela è rimanere insieme in un’amicizia esclusiva e potente quanto l’amore. Lo stesso amore che tiene in piedi Alessio, il fratello di Anna, operaio fin dentro al midollo che ancora si ostina a credere nei valori del lavoro in fabbrica che ti dà pochi soldi sì, ma ti fa andare a letto sporco di un sudore pulito. Alessio che potrebbe avere tutte le ragazze del paese, ma si ostina a pensare all’unica che ha perduto, il sogno della sua vita, Elena. E un giorno l’amore arriva, potente e inaspettato per tutti e la vita prende un’accelerata improvvisa, finché si incrina, sanguina, si spezza. Dietro al mondo dei ragazzi, vivono in lontananza, arresi e crudeli, i genitori, modelli a cui i figli giurano, nel bene e nel male, di non assomigliare mai. E sopra ognuno di loro, genitori e figli, la violenza del ciclo continuo dell’acciaio, che qualsiasi cosa accada, non si può fermare mai. 


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