3_camilleri con angelo canevari

ANDREA CAMILLERI, IO E LA RAI

ANDREA CAMILLERI, IO E LA RAI di Alessandra MORTELLITI con Andrea CAMILLERI 
Italia 2014, 95’

Soggetto Annalisa GARIGLIO, Alessandra MORTELLITI
Fotografia e montaggio Rosa PUGLIESE 
Produzione PALOMAR

 

La figura di Andrea Camilleri scrittore, inventore del celebre Commissario Montalbano e autore di numerosi romanzi storici tradotti in tutto il mondo, è ormai nota a tutti, o quasi. Se ne è parlato, dibattuto e scritto a lungo e in forme e modalità diverse. Ma il mondo di Camilleri, uomo dalle infinite conoscenze negli ambiti più diversi, teatrale, cinematografico, artistico, ecc, è il risultato di una vita lavorativa assolutamente e incredibilmente “prismatica” trascorsa tra la cattedra presso l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico”, le lezioni presso il Centro Sperimentale di Cinematografia e la lunghissima carriera in RAI, dalle sue origini fino agli anni ‘80. Ed è proprio attraverso il racconto del suo rapporto con la RAI che prende vita questo documentario, mettendo così in luce un Camilleri sicuramente meno conosciuto al grande pubblico ma altrettanto affascinante.

Dopo un concorso statale  andato male per motivi politici, la sua carriera inizia come funzionario in Radio, arrivando a specializzarsi in fonologia e sperimentazione radiofonica, successivamente diviene delegato alla produzione all’interno del secondo canale televisivo, poi regista e addirittura maldestro ed esilarante portavoce dell’ufficio censura. Nell’ esercizio di queste innumerevoli attività e ricoprendo i ruoli più disparati, Camilleri percorre trent’anni di televisione italiana.

Attraverso una lunga chiacchierata, lo scrittore siciliano ci parla di una televisione che fu, dove, seppur tra difficoltà di carattere censorio e politico, la “buona” e “bella” televisione era la priorità di tutti coloro che ci lavoravano e dove la sperimentazione era all’ordine del giorno.

Il racconto di Camilleri procede con estrema precisione in maniera cronologica, e in questo percorso si incontrano Raffaele La Capria e Francesca Sanvitale, Gino Cervi del Commissario Maigret e Simenon, le messe domenicali celebrate negli studi di via Teulada, le ballerine con abiti troppo succinti, ed Eduardo De Filippo, il tenente Sheridan, Beckett e Pirandello…

Ma Camilleri non tralascia il lato più prettamente tecnico del mezzo televisivo, di cui era un esperto, e ci regala ad esempio un esilarante racconto sull’invenzione della “taglierina” che dava la possibilità di fare i primi e rudimentali montaggi.

Ed essendo come sempre la tv specchio del proprio tempo, il racconto di Camilleri, accompagnato da foto ed immagini di repertorio, diventa a sua volta specchio dell’Italia di allora e degli eventi che hanno caratterizzato quegli anni, la Presidenza di Giovanni Leone, l’elezione di Papa Giovanni XXIII, l’Anno Santo del 1950, lo sbarco sulla Luna, la rivoluzione studentesca del ’68 e tanto altro ancora…

Fino ad arrivare ad una sua personalissima e divertita riflessione – che parte dal mistero della transustanziazione  – sul medium tv nel rapporto tra realtà e finzione.

 

In anteprima, venerdì 11 aprile al Bari International Film Festival 2014.

(nella foto: da sinistra, Angelo Canevari e Andrea Camilleri)

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